JIMMY MILANI

Opening Thursday, May 26th, 2022, 6-9 pm - Until July 7th, 2022






















ph: Michela Pedranti

Studiolo è lieto di presentare “esco da qui”, mostra personale di Jimmy Milani (Savigliano, 1995) a cura di Maria Chiara Valacchi e Antonio Di Mino.

Una collinetta verde sulla sinistra, un cespuglio a destra, qualche nuvoletta bianco-azzurra e un lungo basamento orizzontale in pietra rosso mattone sul quale, pronto a salvare la principessa Peach e il regno dei funghi, è l’idraulico Mario con la sua spixelata salopet rossa 8 bit. Mondi immaginari, quelli dei videogames, che in circa 45 anni di vita sono passati dall’intrattenerci staticamente davanti ai nostri televisori di casa ad attrarci sempre di più verso il loro interno, offrendoci una quasi totale simbiosi.

Per la gen-Z di Twich e dei gamers in generale, passare del tempo è una componente importante ma non tutto; meglio utilizzarli per creare communities, linguaggi e nuove strade virtuali che possano sostituire o mediare ciò che di reale li circonda. Non è un caso che la società abbia cominciato ad offrirci realtà aumentate e metaversi, spazi immersivi creati per andare al di là del semplice appagamento sensoriale, talmente perfetti da essere individuati come il miglior sedativo per affrontare la deriva di un pianeta troppo difficile da rimettere nella giusta rotta da soli, sempre più connesso in termini immateriali ma sempre più sconnesso in tema di relazioni interpersonali. Complici vissuti solitari e l'evoluzione delle tecnologie pronte a proporci contesti nuovi e in-captabili dal solo occhio umano e capaci di sovvertire la canonica ampiezza di qualsiasi esperienza, persino quella dell’arte; l’estetica e i suoi derivati ne subiranno delle inevitabili conseguenze.

Jimmy Milani ci immerge in un progetto in cui tutto questo milieu culturale è stato già esaminato, metabolizzato e sintetizzato criticamente.

La prima mossa è pensare all’osservatore non più come un mero spettatore ma come il protagonista di un mondo altro. Un soggetto che agisce secondo obiettivi precisi e dove le presenze sceniche, fisiche, sembrano costruire quello che si avvicina essere la struttura di un game level; “dispositivi”, o props di scena, immobili che contribuiscono a costruire una narrazione. Questo il motivo per cui Milani, fa emergere dal pavimento dei muretti in mattoni, piccoli monoliti verticali che organizzano una scenografia coercitiva inducendoci a spostarci seguendo un movimento preorganizzato e suggerendoci ideali linee visive, possibili passaggi di fuga o, anche, costruzioni inespugnabili da provare a superare.

Nella scena in cui ci si trova immersi non si è da soli: ognuno è protagonista di un universo abitato da alcuni strani personaggi; degli autoritratti dal vago sapore modernista, geometrizzati e iper-cromatici, sono disposti a parete come tanti attenti sorveglianti, accompagnatori o specchi di noi stessi. Sono pitture che sottolineano la tipica ricerca dell’artista assunti, questa volta, quali archetipi di un atto pittorico classico e che concretamente si trascrivono nella forma di tre piccole opere rettangolari che ci osservano e persino ci parlano.

Come ogni gioco che si rispetti puoi perdere o accedere ad un livello successivo da scoprire. Ecco perché questa mostra non poteva finire tra le sole mura della galleria ma aprirsi virtualmente grazie ad un unico, ipotetico, varco verso un mondo contiguo; un trompe-l'oeil traccia l’architettura della nuova stanza ed un grande portale centrale – una tela trasparente dalla struttura in alluminio a vista e una grande cornice in plexiglass – invoca l’osservatore a varcarne la soglia, perdendo il controllo della sua mente e avviandosi verso l’ignoto. Qui il vuoto di un’immagine negata, contornata da un’aura trasparente e fiammante, ci consiglia non solo una via di fuga ma con una scritta incisa anche ciò che avremo bisogno per continuare il nostro percorso illesi: ”Consenti a te stesso di acquisire il completo controllo della mente, non farti sopraffare dalla tensione emotiva, dall’ansia travolgente, dalla paura che mina il proprio equilibrio e compromette la serenità interiore deteriorando la qualità dell’esistenza. Fai questo passo, cerca la pace!”

Studiolo is pleased to present "esco da qui" (lit. out of here), a solo exhibition by Jimmy Milani (Savigliano, 1995) curated by Maria Chiara Valacchi and Antonio Di Mino.

For the Twitch and gamers generation of gen-Z, spending time is an important component but not everything; better to use it to create communities, languages and new virtual paths that can replace or mediate the realness around them. It is no coincidence that society has begun to offer us augmented realities and meta-verses, immersive spaces created to go beyond mere sensory gratification, so perfectly made that they have been identified as the best sedative to deal with the drift of a planet too difficult to put back on the right track alone, increasingly connected in immaterial terms but increasingly disconnected in terms of interpersonal relationships. Solitary life experiences and the evolution of technologies are complicit, ready to offer us new contexts that cannot be grasped by the human eye alone, and capable of subverting the canonical breadth of any experience, even that of art; aesthetics and its derivatives will suffer inevitable consequences.

Jimmy Milani immerses us in a project in which all this cultural milieu has already been examined, metabolised and critically synthesised.

The first move is to think of the observer no longer as a mere spectator but as the protagonist of another world. A subject who acts according to precise objectives and where the scenic, physical presences seem to construct what is approaching to be the structure of a game level; immobile 'devices', or props, that contribute to constructing a narrative. This is why Milani has brick walls emerge from the floor, small vertical monoliths that organise a coercive scenography inducing us to move following a pre-organised movement and suggesting ideal visual lines, possible escape passages or even impregnable constructions to try to overcome.

In the scene in which we find ourselves immersed, we are not alone: each of us is the protagonist of a universe inhabited by some strange characters; self-portraits with a vague modernist flavour, geometrialised and hyper-chromatic, are arranged on the wall like so many attentive guardians, companions or mirrors of ourselves. They are paintings that emphasise the artist's typical research taken, this time, as archetypes of a classical pictorial act and that concretely transcribe in the form of three small rectangular works that observe us and even speak to us.

Like any self-respecting game, you can lose or gain access to the next level to be discovered. That is why this exhibition could not end within the walls of the gallery alone, but open up virtually through a single, hypothetical gateway to a contiguous world.

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Jimmy Milani
Born in 1995 in Savigliano. Lives and works in San Miniato and Milan

Studies
2016/2019 MFA in Visual Arts, Academy of Fine Arts of Brera, Milan
2014/2017 BFA in Painting, Academy of Fine Arts of Brera, Milan

Selected Solo and Group Exhibitions
2022 Baitball Project #2, Palazzo San Giuseppe (Ex Museo Pino Pascali), Polignano a Mare; 2021NOI X SEMPRE (with Federico Cantale and Giacomo Montanelli), Studiolo, Milan, Primary Domain, Ordet, Milan, The Wall Project No.10, Art Noble, Milan, Look Lock, Palazzo Hercolani, Bologna; 2020 Degree Show, Palazzo Monti, Brescia (Very) Young Italians, AUCART, Gli Impermeabili, OwO, Milan, Noccioline#8, per Yellow, Tortoreto, Luna Piena, Residenza la fornace, Milan, The Wall Project #9, Artoday Project, Milan, In the spirit of being with, Cripta747, Torino; 2019 Pelle d’Oca, Villa Vertua Masolo, Nova Milanese, Simposio di Pittura, Fondazione Lac o le Mon, San Cesario, Lecce, Passion for the Path of Art, Cardi Gallery, Milan, NOI X SEMPRE (with Federico Cantale and Giacomo Montanelli), Yellow, Varese?, Amaretto, Villa Vertua Masolo, Nova Milanese; 2018 #14-The Call to Adventure, Fondazione Pini, Milan


11/05/2022